Daphne – 2015

 “Lucente e Avvolgente”

75% Chardonnay, 25% Pinot Gris Alcol 14,00%

La degustazione.

Oro liquido alla vista, lucente e vivace. La sua energia visiva anticipa un bouquet di sentori eterogenei tra loro: preponderante la dolcezza dello yogurt alla vaniglia miscela- to da una punta di agrume, pompelmo, e tropicale,il profumo dell’ananas. Continua una nota di mandorla amara e un finale accennato di balsamico. In bocca lo stupore avvolge completamente la bocca, nonostante l’importanza del calore, spicca l’ottima freschezza gustativa che impatta sulla lingua. Finisce con un ricordo amabile, medio lungo, di nocciola e burro d’arachide.

Il pensiero di Laurent…

Annata 2015, la prima.

Piccola considerazione personale, i bianchi che fanno legno mi piacciono da impazzire, dal punto di vista del consumatore sono i miei preferiti, dal punto di vista del produtto- re non è una scelta facile da prendere in considerazione. Dico questo perché un bianco che fa legno ha un mercato particolare, i gusti non sono quelli canonici di un bianco fresco valdostano. Quindi sono entusiasta ma… boh! I bianchi che fanno legno rischia- no di sapere troppo di legno, proprio per questo non sono particolarmente amati. Il mio obiettivo è quello di far emergere le caratteristiche intrinseche nobilitandolo attraverso la sfumatura leggermente tostata della botte.

La (piccola) produzione

Il 2015 è stata un’annata importante, non a livello di quantità (ormai sapete tutti che selezioniamo e selezioniamo fino all’ultimo grappolo) ma a livello di qualità. Come avrete intuito, i numeri sono piccoli. Sono stati prodotti 600 litri che sono l’equ- ivalente finale di 3 barriques, circa 1000 bottiglie.

L’idea

A Livello enologico ho utilizzato la tecnica più adatta per produrre l’idea di vino che ho in testa. La utilizzano in Borgogna per i grandi Chardonnay, comprende un processo di vinificazione completamente effettuato in legno. È un prodotto che deve avere il suo equilibrio, miscelare sapientemente grado, quindi la componente alcolica, con l’acidità, la freschezza che un bianco di questo tipo deve comunque mantenere. Mi comporto in maniera differente rispetto agli altri bianchi, Pinot Gris e Vin de La Fée. Lo tratto come un rosso. In effetti come alcuni rossi della nostra selezione anche il Daphne effettua la doppia fermentazione, quella classica, alcolica, e, successivamente, anche la malolattica.

L’ispirazione - La Borgogna

L’idea è quella di seguire la falsa riga dei grandi Chardonnay della Côte de Beaune o di Montrachet. Ovviamente la personalizzazione è d’obbligo, sono un “Labié” di Gressan io, cosa credete. Di spunti per variare ne ho già in testa alcuni, proporre una parte vini- ficata solo in acciaio, magari in argilla… vedremo.

L’equilibrio

L’acidità è una componente fondamentale non solo per l’equilibrio ma anche per l’inve- cchiamento che effettuerà in bottiglia.
Obiettivo: qualità assoluta, attenzione massima ai dettagli, il Daphne è il primo prodot- to di Cave Gargantua che ha connotazioni uniche, a partire dalla bottiglia, una borgo- gnotta leggermente conica, tappo in sughero monopezzo, un classico per i vini da invec- chiamento.

In vigna e in cantina.

Vendemmia “al momento giusto”, l’obiettivo, come già detto, è valutare lo zucchero, quindi l’alcol ma anche, e soprattutto l’acidità. Dopo la pressatura e la sfecciatura, il vino va direttamente in barrique, ci rimane un anno, all’interno avviene la fermentazio- ne alcolica e malolattica. A seguire , ogni settimana, “batonnage”, che consiste nel alzare le fecce e rimetterle in sospensione.
Sul finire 6 mesi di meritato riposo in bottiglia.

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